giovedì 17 maggio 2018

"Di coserie e di altre sciocchezze", un fumetto a base di piantine aromatiche, Pinterest, antichi vasi, Tiger e siti tedeschi che si fanno pagare in yen.

Finalmente sono riuscita a concludere un fumetto sulla preparazione dell'unione civile a cui tenevo molto: quello sulle infinite coserie e decorazioni che fanno atmosfera e portano via una quantità industriale di tempo.

 Non so ormai quante serate ho passato a scartabellare il web (e quante ancora ne passerò). Immagino che poi ci ripenserò con nostalgia.

 Bando alle ciance, ecco a voi il fumetto: "Di coserie e di altre sciocchezze"!










lunedì 14 maggio 2018

Colui che combatte i mostri deve stare molto attento. "La mia cosa preferita sono i mostri" di Emil Ferris, un graphic meravigliosa sui mostri buoni e quelli cattivi che si nascondo nelle oscure tenebre dentro di noi.

  Uno dei grandi equivoci del nostro tempo è l'incomprensibile pretesa di sentirsi straordinari rimanendo però, allo stesso tempo, normali.

 Si vuole giungere ad uno status di specialità senza capire che esso ha un prezzo che la stragrande maggioranza delle volte non siamo disposti a pagare.

 Chi è davvero straordinario, e non mi attengo al significato positivo e luminoso del termine, è considerato con sospetto dalla comunità, è qualcuno che è venuto in terra a miracol monstrare, ma di solito, più che come un miracolo viene percepito come un mostro.

 Questo grande smascheramento della nostro misero attaccamento morboso alla normalità, è benissimo espresso in un libro, una graphic novel, uscita un mesetto fa e che mi sento di consigliare come uno dei MUST HAVE non dell'anno, ma nella vita: "La mia cosa preferita sono i mostri".

 Mi spingo a tanto perché si focalizza molto bene, in questa graphic, il prezzo da pagare per essere speciali e cosa avviene, soprattutto, quando sei davvero STRA-ordinario, ossia fuori dalla norma e dall'ordinario, qualcuno che eccede, in un qualche modo o per qualche motivo, i limiti della normalità. 

 Molte recensioni si sono concentrate sulla peculiare biografia di Emil Ferris facendone il punto focale quando invece è interessante principalmente per spiegarne lo stile.

  "La mia cosa preferita sono i mostri" è la sua prima graphic e l'autrice non è proprio un virgulto avendo costei una cinquantina di anni.

 La necessità di scrivere una storia di questo genere, molto lunga e interamente disegnata con le penne biro, è nata dopo aver avuto le peggiori conseguenze possibili dalla puntura di una zanzara che, nel bel mezzo degli stati uniti, le ha passato il virus del Nilo occidentale.

 Solitamente decorre, pare, con una febbriciattola, ma di tanto in tanto ha conseguenze ben peggiori quali la morte o neurologiche, come nel caso della Ferris che si sveglia paralizzata dalla vita in giù e con la mano destra, quella con cui disegnava (era già un'illustratrice e una designer) bloccata.

 Nel disperato tentativo di recuperare la mobilità della mano, la Ferris si lancia in un'incessante e titanica lotta contro questa gigantesca graphic dalla quale si avverte, in effetti, uno strano tipo di energia, tumultuosa, quasi feroce.

 Altre recensioni si sono concentrate sulla parte più ovvia: i mostri, senza però davvero capire il problema.

 La storia, per sommi capi, è il diario personale, scritto e disegnato (è impaginato infatti come se fossero dei fogli protocollo per un quaderno ad anelli) di Karen, una ragazzina di undici anni che vive in un quartiere degradato della Chicago degli anni '60.

 Suo padre, messicano, è andato via di casa anni prima, sua madre metà indiana (d'America), metà irlandese, è dedita a una sorta di religioso sincretismo culturale che la vede affidarsi a cure sciamaniche, superstizioni e dettagli cattolici.

 In più è provvista di un fratello, Diego Zapata detto Deezee che dalla parte materna non ha preso niente e sembra in tutto e per tutto un messicano e come tale deve vivere e difendersi tutti i giorni in un America che all'alba del 2018 non è ancora in grado di considerare allo stesso modo i cittadini non WASP, figurarsi allora.

 E' un quadretto familiare che potrebbe preannunciare catastrofi, ma, in qualche modo, fila. Deezee fa il tatuatore e tenta di inculcare l'amore per l'arte a Karen, che lo adora, e Karen, dal canto suo, cerca di fare del suo meglio per dare un senso alla sua giovane, ma già complicata vita.

 Il suo disagio interiore, molto taciuto a livello verbale in tutto il fumetto, è evidentissimo nel modo in cui Karen si rappresenta: non una bambina, ma un licantropo in trasformazione preso dall'immaginario dei filmacci horror di serie bcz che vede la notte.

 E' il disperato eppure orgoglioso e pervicace modo di Karen per dirci che non è come gli altri e che per vari motivi, (origini messicane, povertà, mancanza del padre, omosessualità, visto che sa già di essere lesbica ed è innamorata di una sua compagna di classe), avverte questa sua essere stra-ordinaria in modo talmente prepotente da non riuscire letteralmente a vedersi come gli altri che la circondano.

 Messa così sembra una cosa devastante.

 Invece, Karen nelle sue vesti di piccolo licantropo è infinitamente meno spaventosa di chi la circonda: la madre e le amiche della sua migliore amica/amata, tutte rosa e perfettine e crudeline, il fratello con un oscuro segreto, i compagni di classe precoci prevaricatori e molestatori, la piccola delinquenza che ha in mano il quartiere e via discorrendo.

  La sua amata Missy l'ha abbandonata dopo che sua madre le ha imposto di diventare una "bambina come le altre" e di non frequentarla più, ma Karen si è consolata trovando due nuove amicizie: una ragazzina scheletrica che forse è un fantasma e un ragazzo di colore alto e grosso che probabilmente è gay come lei.

 Che la cosa preferita di Karen siano i mostri è perfettamente comprensibile: i mostri sanno di essere cattivi e non lo celano, inoltre hanno chiari scopi e intenti per essere malvagi, e, se proprio vogliamo dircela tutta, spesso la loro unica colpa è che "mostrano" altro, l'altro, quello che noi non vogliamo vedere perché, nella nostra normalità ci fa ribrezzo.

 A questo livello di interpretazione, leggendo la storia, era abbastanza scontato arrivarci sin dalle prime pagine, quando Karen sogna una folla perbenista che cerca di mandarla al rogo.
 L'odio verso un singolo percepito come estraneo è qualcosa che permea l'aria che respiriamo e inquina i sogni delle vittime, le bracca, le isola e talvolta le uccide.

 Ma non è questa la parte, a mio parere, la parte più interessante della storia, bensì  quella dedicata ad Anka. 

 E mò chi è?

 La storia di Karen, in principio, prende le mosse da un fatto sanguinoso: la bellissima e tormentata vicina del piano superiore, Anka, muore improvvisamente e in modo misterioso. 

 Nessuno sa o nessuno vuole dire a Karen come sia successo: suicidio? Omicidio?
E nel caso di omicidio chi è il colpevole?
 Il marito? Deezee che ne era l'amante?
 O una di quelle varie persone che si presentavano alla sua porta per rinfacciarle qualcosa del suo misterioso passato?

 Karen indaga, convinta che dietro la storia di Anka ci sia qualcosa in grado di gettare luce su un secondo segreto, legato a Deezee e a sua madre.

 Ed è qua che si nasconde, a mio parere, il punto davvero interessante. 

In una sua molto abusata frase, Nietzsche diceva che: 

 "Colui che combatte i mostri, deve stare molto attento, perché lui stesso potrebbe diventarlo, e se gettiamo uno sguardo nell'abisso, l'abisso getterà uno sguardo verso di noi".

 Ecco, io sono convinta che la Ferris abbia intensamente pensato a questa frase perché è proprio lì che si nasconde il cuore oscuro di questa graphic.

 Nel suo passato, nella Germania nazista, Anka vive una vita difficile e una scelta impossibile.

 Quando, comodamente, nelle nostre tranquille case, filosofeggiamo su questa o quella scelta da compiere, convinti non solo che sia semplice riconoscere quella giusta, ma che essa non abbia, certe volte un prezzo assurdo da pagare, non sappiamo di cosa stiamo parlando.

 Il passato di Anka, il motivo per il quale si intuisce sia morta, pone un dilemma a cui è incredibilmente complicato dare una risposta.

  Se colui che combatte i mostri deve per forza diventare come loro per impedire che essi trionfino, riportando danni, vittime e devastazioni forse anche peggiori, chi è che vince davvero alla fine?

Colui che ha sconfitto il mostro o il mostro che è sopravvissuto rendendolo, ai fatti, come lui?

 E se tu non avessi nessuna scelta e l'abisso reclamasse la tua anima in cambio della tua vita, come potresti reagire? Quale margine di scelta, di colpa, di merito, di rimorso o di rimpianto avresti?

 Questo è un libro bellissimo perché, nei suoi tanti, tantissimi strati che tessono una trama fitta come la tela di un ragno, riesce a metterci a disagio.

 Parti convinta che i mostri siano gli altri o e arrivi, ad un certo punto, in cui ti rendi conto che invece, il mostro, in determinate circostanze, potresti diventare tu. 

 E non un mostro benevolo, venuto in terra a miracol mostrare, non un mostro percepito come tale, ma uno di quelli veri, che precipita nell'abisso e da lì divora i sogni, il passato, uomini, donne, la persone che eri e quella che avresi voluto essere, ogni cosa.

giovedì 10 maggio 2018

Cose realmente avvenute! Lo giuro! "Victory garden".

 Ed ecco che posto finalmente una nuova vignetta, fresca fresca di giornata!

 Trattasi di un geniale strafalcione davvero davvero pregevole.

 Ne approfitto per ricordare a tutt* che sarò al salone del libro di Torino il 12-13 Maggio allo stand della 001 per saluti, disegni, baci, abbracci e via discorrendo!

 Intanto godetevi la vignetta!
Cose realmente avvenute! Lo giuro! "Victory Garden"!


Ed ecco, di rapina, la locandina per Torino! La 001 sarà al Padiglione 3 stand P80!


giovedì 3 maggio 2018

Piccole recensioni tra amici! Un triplete a base di "Mio caro serial killer", "Più veloce dell'ombra" e "Le risposte" tra gialli, finta fantascienza e anni '80

 Visto che i libri letti e le recensioni in proposito si andavano accumulando (e visto che volevo scrivere qualcosa di un po' diverso), ecco a voi un velocissimo "Piccole recensioni tra amici"!

 Sono tutte e tre delle novità e due sono accomunate dal fatto che le ho lette per assoluto caso, segno che la serendipità ogni tanto arride ai lettori.

 Non mi dilungo troppo che devo tornare alle sudate carte del saggio!
Buona lettura!


MIO CARO SERIAL KILLER di Alicia Gimenez Bartlett ed. Sellerio:

 Ho sempre avuto più di un problema con Alicia Gimenez Bartlett.

 Ho provato a leggere qualche indagine di Petra Delicado e l'ho sempre abbandonata con fastidio dopo qualche riga. 
 Persino "Dove nessuno ti troverà", il romanzo di docufiction ispirato alla vera storia di un partigian* ermafrodita imprendibile sulle sue montagne durante la guerra civile spagnola, ho dovuto abbandonarlo a metà dopo aver fatto davvero qualsiasi cosa per finirlo.

 Credevo non dovesse in nessun modo essere amore. 

 Invece, complice il fatto di dovermi far perdonare da Dolcemetà per una qualche mia nefandezza (non grave visto che ho già dimenticato quale fosse), ho acquistato il suo ultimo libro e me lo sono fatta autografare durante il suo recente tour in Italia.

 A quel punto un libro nuovo in casa non puoi non provare a leggerlo e così, senza nessuna e dico nessuna aspettativa l'ho iniziato e sorpresa! mi ha preso immediatamente.

 Non conosco ovviamente le vicissitudini sentimentali e lavorative precedenti della famosa Petra perciò dare eventuali giudizi sull'evoluzione del personaggio è impossibile, anche se, a occhio, azzarderei uno status "Montalbano": tutto imperturbabile, tutto identico, gente che viene e va, ma nulla cambia davvero.

 In questo libro è sposata con un architetto con 4 figli nati da matrimoni precedenti, ha una cinquantina di anni e si ritrova a collaborare coi famosi Mossos, i poliziotti catalani che ormai pure l'ultimo abitante dell'Unione europea sa chi siano.

 La storia prende le mosse dall'omicidio, insolitamente violento e insolitamente rituale, di una donna di mezz'età sola e con pochi amici.

  Tutto ciò che si riesce a scoprire prima che anche un'altra donna, più giovane e senza nessun punto in comune con la prima, muoia allo stesso identico modo.

 Un serial killer di donne sole è in giro?

 E se queste donne sole fossero, come dice il proverbio, solo state male accompagnate?

 L'indagine prosegue con un ritmo incalzante e momenti scarsamente verosimili che però rendono il romanzo molto più godibile. 

 Quando hai tra le mani un'idea felice e un modo tanto fluido di raccontarla non devi concentrarti troppo su spiegoni o dati scientifici o controprove del dna, il lettore prende per buono tutto e cerca solo di capire qual è la chiave giusta che può svelare il mistero.

 Davvero bello e, aggiungo, anche abbastanza lungo da darti il tempo di rilassarti un po', senza l'ansia che finisca troppo presto. 

 Essendo un giallo non sono potuta entrare nei dettagli, ma vi do solo un indizio: Marta Flavi.



PIU' VELOCE DELL'OMBRA di Federica Tuzi ed. Fandango:

 Gli anni '80 sono la moda del momento. 

 Pur avendo la crisi e le generazioni precedenti tentato di saccagnare in ogni modo i trentenni di adesso, essi prosperano e dettano nostalgie e nuove mode di consumo (ogni tanto è spassoso leggere gli articoli dei giornali d'economia su come i millennials stiano portando alla rovina, con le loro abitudini sconcertanti, questo o quel comparto economico).

 Nella storia di Federica Tuzi, gli anni '80 sono l'80% dell'atmosfera, il resto è concentrato nel personaggio della protagonista assoluta: Alessandra, una preadolescente impigliata tra l'infanzia e le prime avvisaglie di un'adolescenza che si prevede molto tumultuosa.

 Figlia bruttina di due genitori bellissimi (capita di tanto in tanto che la genetica invece di migliorare peggiori la situazione) si trasferisce assieme a loro da Roma a Torino perché suo padre viene assunto nelle risorse umane di un'imprecisata grande azienda.

 Sua madre, splendida come tutte e tre le Charlie's Angels, e in carriera, è costretta a lasciare il lavoro e a Torino cerca in ogni modo di trovare una nuova ragione di vita. 

 Non riuscendoci, concentra tutti i suoi sforzi nei disperati tentativi di rendere sua figlia simile a lei.

 Peccato che, come accade talvolta, non ci siano persone che si somiglino meno che certe madri e certe figlie. 

Alessandra infatti non solo non è bellissima e dolcissima, bensì paffuta e amante di dolci e gelati, ma ha anche una certa propensione a mettersi in guai molto più grossi della sua età.

 Un mix fatale di incoscienza, mancanza di amici, spirito d'avventura e, bisogna ammetterlo, disperazione per un luogo, Torino, poco accogliente e molto chiuso, lancia Alessandra verso l'inizio di una giovinezza che si prospetta ricca, ma non facile.

 Ma non cantava già così De Gregori tanti anni fa in "Caterina"?

 "E la vita Caterina lo sai non è comoda per nessuno, quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo, e rischiare la notte il vino e la malinconia, la solitudine e le valigie di un amore che vola via".

 Ben scritto, scintillante e a tratti oscuro, proprio come gli anni '80 perché le vere bambine ribelli non sono per niente patinate.


LE RISPOSTE di Catherine Lacey ed. Sur:

 C'è una cosa che sopporto poco (ce ne sono molte, ma vabbeh sorvoliamo): i libri instagrammabili. 

 Intendiamoci, non i libri con cui fare le foto su instagram, quelle le faccio pure io e devo dire che, da biblioteconoma, sono quasi sollazzata dall'attenzione estetica che finalmente il libro in quanto oggetto sta doverosamente ricevendo.

 I libri instagramabili sono quelli nati per essere cool: hanno un autore cool, una veste cool, una casa editrice cool e persino una trama cool!

 Anche per questo mi ero doverosamente tenuta alla larga da questo libro la cui quarta di copertina era lievemente agghiacciante: una donna in crisi decide di partecipare all'esperimento "fidanzata" in cui un attore famoso cerca, con l'aiuto di un'imprecisata equipe, di sviscerare le diverse sfaccettature delle relazioni umane.

 Praticamente vengono scelte alcune donne e a ognuna di loro viene affidato un compito diverso: la fidanzata con cui vivere i momenti romantici, quella con cui vivere momenti ordinari, quella con cui litigare ecc.

 Un libro del genere, lo devo ammettere, non lo avrei mai preso se non fossi stata in ritardo per il treno e non ci fosse stata la gustosa copia che inviano ogni tanto le case editrici in libreria a uso dei librai.

 E sarebbe stato un peccato perché soprattutto la prima parte, quella che la Lacey dedica alla protagonista, Mary, una trentenne piena di debiti, senza amici, con uno strano passato e un incerto presente di disturbi psicosomatici che solo una stramba cura fricchettona sembra riuscire a curare, è veramente considerevole e ricorda la Zadie Smith degli esordi.

 E' una bella scrittura, fresca, concisa, poco commerciale e molto particolare che rende le vicende, per quanto surreali, ricche di un certo fascino.

 E' un peccato che nella seconda parte la Lacey abbia deciso di concentrarsi sulla parte dell'assurdo esperimento che, se poteva avere una sua coerenza come elemento disturbante di fondo, diventa totalmente superfluo quando si cerca di porlo al centro.

 Se si vuole giocare con la fantascienza bisogna saperla usare, altrimenti diventa il pastrocchio che alla fine finisce per essere. 

 Relazioni che non si capiscono bene, cose che accadono a caso, personaggi introdotti di colpo che perdono il controllo e di cui non si capisce il senso.

 Bastava rimanere sul punto focale della storia: Mary. E' di lei che vogliamo sapere, della sua storia, del suo futuro, del suo passato. 

 Gli altri sono pallide figure di contorno che a un certo punto prendono il sopravvento nel tentativo, credo, di volerci raccontare qualche cosa di profondo sulle relazioni umane, fallendo.

 Ecco, io terrei d'occhio la Lacey perché può fare molto di meglio con una bella idea portata fino in fondo e il prossimo titolo lo guarderò con meno pregiudizio.

lunedì 30 aprile 2018

"All'avventurosa ricerca dell'abito da sposa benedetto" parte II! Un tragicomico fumetto sulla disperata ricerca di un abito da sposa corto nell'Italia del 2018.

 Ed ecco, a brevissima issima distanza (quasi un miracolo) la seconda parte dell'avventurosa ricerca dell'abito da sposa!

 Il link alla prima parte eccovelo qui -----> "All'avventurosa ricerca dell'abito da sposa benedetto", parte I!

 Godetevelo! Io torno a scrivere il saggio!

 "All'avventurosa ricerca dell'abito da sposa benedetto"! Parte II!









domenica 29 aprile 2018

"All'avventurosa ricerca dell'abito da sposa benedetto" prima parte!! Il grandioso fumetto sulla difficile reperibilità di un abito da sposa corto in Italia.

Dopo lungo e tortuoso silenzio, torno a postare qualcosa!
 In verità spero vivamente che da Luglio, quando la consegna del saggio sarà avvenuta, tutto torni alla book routine, con recensioni, vignette e tutto il resto. 

 Questa settimana sono stata qualche giorno in ferie e sono riuscita a disegnare il fumetto sulla ricerca dell'abito da sposa.

 Mi sono in verità lasciata un po' prendere la mano e così è venuto talmente lungo che in tre giorni di assiduo lavoro non sono riuscita a finirlo.

 Siccome rischiavo di continuare a rimandare e mi spiaceva non postare nulla sul blog da un bel po', ecco a voi la prima parte della fumettosa ricerca! L'altra è quasi pronta, ma il lavoro mi chiama e la posterò domani!

 Intanto godetevi le prime sei pagine di "All'avventurosa ricerca dell'abito da sposa benedetto!"












martedì 17 aprile 2018

Cose realmente avvenute! Lo giuro! "E verrà la guerra Marcondirondero".

 Stasera avrei dovuto indefessamente concentrarmi sui papiri di Ossirinco (per il saggio s'intende), ma il caldo improvviso mi ha indotto a fare il cambio di stagione e niente, la voglia di piegare il capo allo studio matto e disperatissimo è morta definitivamente.

 Però ho prodotto una vignetta sull'ennesima richiesta libri da maschio-libri da femmina, sempre foriera di inquietudini.

 Cose realmente avvenute! Lo giuro "E verrà la guerra Marcondirondero".

 Ah, vi ricordo che domani 18 aprile alle 18 sarò alla libreria Libre di Verona (interrato dell'acquamorta 38) per presentare "Quanti dolori, giovane libraia!".


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